An even brave and countercurrent choice, that of the King of Italian fashion: to give life, in a city so tied to its traditions (and not least those of the table), rooted in the history and the human fabric of the Dotta, to a meeting place that, on paper, it might seem the exact opposite of what the delightful and noisy Bologna represents in the collective imagination is, in fact, a great challenge.
A challenge that the Emporio Armani Caffè, however, manages to win with honors, proposing to the most curious Bolognese and the ever more numerous foreigners eager to discover this city unfairly neglected by national tourist routes in recent decades, and now instead in big rispolvero, a balanced mix and in pure Armani style between local and international. Leaving the modern and metropolitan spirit of the brand's DNA to establish itself, without distorting it, on the reassuring terrain of tradition.
AS
The concept of the venue was personally designed by Giorgio Armani, obviously in collaboration with his team of architects, and perfectly embodies the sober, rigorous but warm style of his fashion. The total area is 300 square meters, divided between the Coffee area, the Restaurant area (for a capacity of 42 guests) and a large terrace on the gallery. The atmosphere is cozy and far from cold, and the merit goes to the combination of light and dark wood to a particular shade of blue, but also to the whole interior design. Chic but not repelling, sophisticated but not glacial.
THE KITCHEN
Different menus, one for lunch (perfect also for a business meeting) and one for dinner, but sharing the same loyalty to the tradition of great Italian dishes. The search for the highest quality raw materials is the pride of the proposals, from the first (no, there are noodles and tortellini ... and how could they?) To the second to rich desserts. The service is, ça va sans dire, at the height.
Giorgio Armani, che nella capitale italiana della cultura culinaria – e in particolare nella centralissima Galleria Cavour, salotto cittadino dedicato allo shopping di lusso – ha inaugurato il suo nuovo Emporio Armani Caffè e Ristorante.
Una scelta persino coraggiosa e controcorrente, quella del Re della moda italiana: dare vita, in una città così legata alle sue tradizioni (e non da ultime quelle della tavola), radicatissime nella storia e nel tessuto umano della Dotta, a un luogo di incontro che, sulla carta, potrebbe sembrare l’esatto contrario di quanto la goduriosa e chiassosa Bologna rappresenti nell’immaginario collettivo è, in effetti, una bella sfida.
Una sfida che l’Emporio Armani Caffè riesce però a vincere a pieni voti, proponendo ai bolognesi più curiosi e ai sempre più numerosi stranieri desiderosi di scoprire questa città ingiustamente trascurata dalle rotte turistiche nazionali negli ultimi decenni, e ora invece in grande rispolvero, un mix equilibrato e in puro stile Armani tra locale e internazionale. Lasciando che lo spirito moderno e metropolitano del dna della griffe si insedi, senza stravolgerlo, sul terreno rassicurante della tradizione.
COM’È
Il concept del locale è stato ideato personalmente da Giorgio Armani, ovviamente in collaborazione con il suo team di architetti, e incarna alla perfezione lo stile sobrio, rigoroso ma caldo della sua moda. La superficie complessiva è di 300 metri quadrati, suddivisi tra zona Caffè, zona Ristorante (per una capienza di 42 ospiti) e ampio dehors sulla galleria. L’atmosfera è accogliente e tutt’altro che algida, e il merito va all’accostamento di legno chiaro e scuro a una particolare tonalità di azzurro, ma anche all’insieme del design degli interni. Chic ma non respingente, sofisticato ma non glaciale.
Il concept del locale è stato ideato personalmente da Giorgio Armani, ovviamente in collaborazione con il suo team di architetti, e incarna alla perfezione lo stile sobrio, rigoroso ma caldo della sua moda. La superficie complessiva è di 300 metri quadrati, suddivisi tra zona Caffè, zona Ristorante (per una capienza di 42 ospiti) e ampio dehors sulla galleria. L’atmosfera è accogliente e tutt’altro che algida, e il merito va all’accostamento di legno chiaro e scuro a una particolare tonalità di azzurro, ma anche all’insieme del design degli interni. Chic ma non respingente, sofisticato ma non glaciale.
LA CUCINA
Menù differenti, uno per il lunch (perfetto anche per un incontro di lavoro) e uno per la cena, accomunati però da una medesima fedeltà alla tradizione dei grandi piatti italiani. La ricerca della massima qualità delle materie prime è il fiore all’occhiello delle proposte, dai primi (no, non mancano tagliatelle e tortellini… e come potrebbero?) ai secondi fino ai ricchi dessert. Il servizio è, ça va sans dire, all’altezza.
Menù differenti, uno per il lunch (perfetto anche per un incontro di lavoro) e uno per la cena, accomunati però da una medesima fedeltà alla tradizione dei grandi piatti italiani. La ricerca della massima qualità delle materie prime è il fiore all’occhiello delle proposte, dai primi (no, non mancano tagliatelle e tortellini… e come potrebbero?) ai secondi fino ai ricchi dessert. Il servizio è, ça va sans dire, all’altezza.